sabato 15 maggio 2021

BALSAMO CREMA MONOI


I capelli secchi e sfibrati sono un problema comune a noi donne che usiamo tinte, piastre, prodotti a volte troppo aggressivi e soprattutto il phon che usato con molta frequenza porta alla disidratazione del capello. 
Questo balsamo crema rinforza, ripara e ammorbidisce i capelli senza appesantirli, donando loro forza e brillantezza.

Per questa formulazione ho utilizzato:

olio di Monoi tiarè 
protegge i nostri capelli dai danni provocati dal phon, tinte, decolorazioni, sole e prodotti a volte troppo aggressivi. 
Mantiene il capello lucido e idratato grazie all'acido laurico contenuto nell'olio di cocco ed inoltre favorisce la riparazione delle fibre che compongono i nostri capelli. Ha un'azione lenitiva e attenua irritazioni e prurito del cuoio capelluto. 

olio di Macadamia 
protegge i capelli e aiuta a mantenere inalterata la colorazione più a lungo, inoltre ha proprietà ristrutturanti e sebo-riequilibranti.

estratti di Malva
grazie alle mucillagini della pianta dona brillantezza, volume e luminosità ai nostri capelli.

cheratina combatte la disidratazione donando un tocco morbido e setoso ai capelli danneggiati.

acido ialuronico trattiene l'acqua nella fibra capillare idratando e rendendo le lunghezze del capello elastiche e flessibili.

estratto di orchidea grazie alle sue proprietà addolcenti dona morbidezza al capello riparando le doppie punte e rinforzandolo in profondità.

burro di sal  nutriente ed emolliente, dona vitalità e lucentezza ai capelli secchi.

proteine della seta hanno un effetto condizionante, districante e donano morbidezza e lucentezza ai capelli.


Realizziamo il nostro balsamo crema:

 Ingredienti:

FASE A   

gr. 64  idrolato di Malva
gr.   1  glicerina di Malva
gr.0,5  inulina

FASE B   
gr.   5  olio Monoi 
gr.3,5  olio Macadamia 
gr.   2  beurre végétal de Sal BIO (AZ)
gr.   8  condizionante "emulsifiant conditionneur vègètal (AZ)" 

FASE C

gr.  3 Keratin' protect  (AZ)
gr.  2 glicerina di orchidea 
gr.  4 acido ialuronico 
gr.  3 proteine della seta
gr.  2 MG mandorlo 
gr.  1 cosgard
gr.  1 fragranza Monoi 
pH  4 - 4,5

Attrezzatura:
2 beker di vetro o di plastica resistenti al calore
1 Bilancina
1 Minipimer / frullatore elettrico
1 Bacchetta "Magica" di legno e/o cucchiaio da cocktail

Dopo aver pesato tutti gli ingredienti si procede nel seguente modo:
Inserire nel primo Beker la fase B facendola sciogliere a fiamma dolce a bagno maria, mescolando con la  " Bacchetta Magica" di tanto in tanto.
Quando il tutto si è sciolto mettere a bagno maria anche il secondo beker contenente la fase A lasciando i due contenitori a bagnomaria per circa altri 3/4 minuti.
Togliere i contenitori dal bagno maria e unire la fase acquosa a quella grassa (fase A in B) frullando con uno sbattitore elettrico/minipimer fino al completo raffreddamento.
(per accelerare i tempi potete aiutarvi con un bagno maria freddo). 
Raffreddato il composto inserire la Fase C e frullare per ulteriori due minuti.
Misurare il pH (4 - 4,5)  e inserite la crema nell'apposito contenitore.

 Applicare sui capelli lavati e tamponati distribuendo il prodotto su tutta la chioma e lasciando agire il prodotto  per 5-10 minuti.
 Sciacquare con cura. 

 






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Nel prossimo articolo vi parlerò di... Seguitemi e lo scoprirete!!!


lunedì 3 maggio 2021

MACERATI GLICERICI O GEMMODERIVATI

 


I macerati glicerinati (MG) o “gemmoderivati”, sono preparazioni ottenute da  da tessuti vegetali freschi allo stato embrionale (giovani gemme, getti, radici, radichette, linfa e semi) raccolti nel loro tempo balsamico, generalmente verso la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, al momento in cui è massima la concentrazione dei principi attivi.

Fu un medico omeopata belga, Pol Henry nato e vissuto nel XIX secolo (1818-1888), il primo a pensare all’impiego terapeutico dei tessuti freschi allo stato embrionale. Le prime gemme che studiò furono quelle della Betula pubescens e individuò in acqua, alcol e glicerina i solventi adatti a estrarre i principi attivi presenti nei tessuti embrionali.
La gemmoterapia come abbiamo già detto utilizza i tessuti meristematici, ovvero giovani radici, giovani getti (che sono le gemme appena schiuse), ma soprattutto le gemme che vengono considerate una fonte di "cellule": sono difatti costituite dal tessuto merismatico che costruisce migliaia di cellule vegetali indispensabili allo sviluppo della pianta.
Il gemmoderivato può essere considerato un "concentrato di energia vitale". Fra i primi gemmoderivati studiati in cosmesi vanno menzionati il Lillà, l'Ippocastano e la Rosa canina i quali trovano una sicura applicazione in quanto favoriscono il mantenimento di "un'ideale omeostasi cutanea" (Proserpio).
Attraverso questo metodo di estrazione possiamo ottenere un composto ricco di cellule staminali.



PREPARAZIONE DI UN MACERATO GLICERICO di base o macerato-madre

1° step
triturare le gemme.


2° step
macerare le gemme per alcuni giorni in un contenitore coperte di alcol
(Esempio: 100 gr di gemme e 100 gr di alcol).

3° step
aggiungere acqua e glicerina in egual misura (1:1) proseguire con una macerazione di alcune settimane
(Esempio: 100 gr di acqua demineralizzata e 100 gr di glicerina vegetale).

4° step
filtrare il macerato e conservare in bottigliette ambrate e chiuse ermeticamente. La presenza della glicerina vegetale ci consente di conservare il nostro gemmoderivato per 5 anni.

 
Possiamo utilizzare i gemmoderivati nelle nostre creme al 1%-5% .


 
Nota bene
Il macerato glicerico può essere eventualmente diluito seguendo la proporzione di 1:9 diluendo una parte di macerato glicerico con 9 parti di soluzione contenente:
  • 50 parti di glicerina
  • 37 parti di alcol
  • 13 parti di acqua distillata o idrolato 
 
"La Farmacopea, invece, prepara la macerazione utilizzando solo alcol e glicerina, eliminando pertanto l'acqua alla quale il medico belga attribuiva invece un ruolo molto importante nell'estrazione dei principi attivi".







clicca qui per ulteriori informazioni GEMMODERIVATI: la rivoluzione verde della cosmetica


 
 
PREPARAZIONE DI UN MACERATO GLICERICO          (senza alcol) 


Possiamo preparare un macerato glicerico utilizzando come solvente acqua e glicerina. E' importante tenere conto che questa procedura possiamo utilizzarla per tutte quelle droghe che contendono principi attivi solubili in acqua e glicerina come, per esempio, Mucillagini, Flavonoidi e Saponine.

Occorrente
  • gr 40  di droga fresca o secca
  • gr 100 di acqua distillata o idrolato
  • gr 100 di glicerina vegetale
  • conservante q.b.
Procedimento

In un barattolo di vetro inserite il vegetale precedentemente sminuzzato, aggiungere acqua e glicerina e lasciare macerare per 21 giorni al buio. 
Filtrare con carta da filtro per due volte, aggiungere il conservante e travasare il macerato in bottiglie ambrate.

Possiamo utilizzare questo preparato nelle nostre creme dal 1% al 8%.


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Bibliografia: 
Enrica Campanini Manuale pratico di gemmoterapia
Ivano Morelli - Guido Flamini - Luigi Pistelli Manuale dell'erborista
Immagini: 
https://pixnio.com/it/
bibliografia/sitografia: QUI



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sabato 27 marzo 2021

TINTURE MADRI

 


La tintura Madre è una preparazione liquida ottenuta attraverso un'estrazione idro-alcolica.

 Il solvente più utilizzato nelle tinture è una soluzione acqua + alcool con una gradazione variabile in funzione della solubilità degli attivi da estrarre che si determina utilizzando una tabella che riporta i parametri di diluizione.





 Regole che guidano la raccolta delle parti vegetali della pianta:

Le foglie si raccolgono a completo sviluppo

Le radici e i rizomi durante la fase di riposo

Le cortecce e i legni a completo sviluppo

I fiori prima della completa fioritura

I semi a maturità piena

 

 tintura madre quando si utilizza la pianta fresca

 (50 gr di pianta fresca e 100 gr di solvente) 


tintura classica quando si utilizza la pianta secca

(20 gr di pianta secca e 100 gr di solvente)

 

estratto alcolico radici essiccate e pianta fresca

(alcool puro a 96°)

 

Per il solvente si utilizza alcol alimentare 95° / 96° e acqua distillata

Tempo di macerazione: 21 giorni per le tinture classiche, dai 7 ai 10 giorni per le tinture madri (in contenitori di vetro agitando il barattolo ogni due giorni).

Conservazione: fino a 5 anni in flaconi di vetro ambrato tenuti in un luogo asciutto e buio. 

Le Tinture madri e classiche possono essere preparate con un grado alcolico variabile tra i 25° e i 70°, in base ai principi attivi che vogliamo estrarre dal vegetale.

   

Resine 

80° - 90°

Alcaloidi

70° - 80°

Saponine

60° - 70°

Cumarine

50° - 60°

Glicosidi e Polifenoli

45° - 50°

Tannini

30°– 40°

Flavonoidi

25° - 30°


Proprietà delle resine

antiparassitarie, antireumatiche, anticatarrali, antinfiammatorie, espettorante,

antisettiche, antispasmodiche, sedative, fluidificanti, rivitalizzanti, tonico astringenti,

antiossidanti e cicatrizzanti.

 

Proprietà degli alcaloidi

Sedative, antifungine, analgesiche e toniche.

 

Proprietà delle saponine

Antinfiammatorie, detergenti, espettoranti, antibiotiche

 

Proprietà delle cumarine

Venotoniche, antibatteriche, antivirali, calmanti, antiossidanti, antinfiammatorie e

flebotoniche

 

Proprietà dei glicosidi e polifenoli

Tonificanti, analgesiche, astringenti, anti-ossidanti, anti-allergiche, anti-edematose.

 

Proprietà dei tannini

Sedative, purificanti, astringenti, anti-infiammatorie, anti-emorroidali, anti-acneiche

 e anti-forfora.

 

Proprietà dei flavonoidi

Antiossidanti che ci proteggono dai raggi UV, antibatteriche, antinfiammatorie

 

Esempi di tinture Madri


Papavero rosso

 

Pianta intera fresca

45°

Achillea Millefolium

Fiori freschi

65° 


Amamelide

Foglia e corteccia dello stelo freschi

55°


Anice stellato

Frutto essiccato

65°

 

Arancio

Scorza essiccata

65°

 

Arancio

Frutto fresco (esperidio)

45°

 

Arnica

Fiori freschi

70°

 

Arnica

Rizoma

90°

 

Elicriso

Fiori freschi

65°

 

Timo

Parte aerea fresca

65°

 

Calendula

Fiori freschi

55°

 

Passiflora

Parte aerea fresca

65°

 


 Fonti : (Fonti: Enrica Campanini  “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali” )

 Bibliografia:  QUI



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le informazioni sono a titolo indicativo e informativo, si declina ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo estetico e alimentare. 

E’ indispensabile rivolgersi al proprio medico, erborista o esperto fitoterapista prima di utilizzarle.


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domenica 21 marzo 2021

QUANDO SI RACCOLGONO LE ERBE OFFICINALI

 


Ogni “droga”, cioè la parte della pianta che viene utilizzata, ha un suo “tempo balsamico” di raccolta che corrisponde a quel periodo dell’anno durante il quale il vegetale è più ricco di sostante utili.

Naturalmente il tempo balsamico è legato al ciclo vegetativo di ogni pianta, dipende inoltre da diversi fattori (climatici e metereologici) ed è perciò variabile da annata a annata e da zona a zona.

Quando si raccolgono fiori e foglie occorre essere sicuri che siano ben asciutti da rugiada o pioggia.

La raccolta va effettuata in luoghi esenti da qualsiasi forma di inquinamento e lontano da colture sottoposte a trattamenti chimici. Spesso i bordi di strade e ferrovie sono particolarmente ricchi di piante officinali, soprattutto iperico, tarassaco e bardana: non raccogliere mai in questi luoghi in quanto potrebbero contenere residui di metalli pesanti. Il sistema di raccolta deve essere inoltre rispettoso delle piante: mai raccogliere piante isolate e, in caso di zone dove esse abbondano, raccogliere in modo distribuito onde non depauperare singole piante.

Non si deve mai sradicare la pianticella per cogliere solamente il fiore né privare il suo arbusto dei suoi rami.

Le erbe essicate possono essere conservate per un anno; quando arriva il momento della nuova raccolta è consigliabile buttare quelle che ci sono avanzate. Per conservare le erbe officinali potete utilizzare scatole di legno, barattoli in vetro e sacchetti di carta vegetale.

 Nell’estrarre le radici, operazione distruttiva al massimo, abbiate cura di raccoglierne la quantità minima indispensabile e ricoprire accuratamente la buca prodotta.



RADICI, RIZOMI, TUBERI E BULBI.

Radici, rizomi, tuberi e bulbi si raccolgono quando la pianta è a riposo, nel tardo autunno dopo che la parte aerea si è dissecata, oppure all’inizio della primavera prima che la pianta inizi a vegetare.

 

CORTECCE


 
Le cortecce si raccolgono in primavera quando i rami sono ricchi di linfa, il che, fra l’altro, favorisce il distacco della corteccia.


FOGLIE

 

 Le foglie si raccolgono in primavera inoltrata quando si sono sviluppate completamente.


 SEMI

I semi, così come i frutti, si raccolgono quando sono in piena maturazione e la pianta inizia a seccarsi.


LE GEMME

Le gemme si raccolgono all’inizio della primavera appena prima che si schiudano.

 

ERBE

Le parti aeree dei vegetali si raccolgono prima o durante la fioritura.

 

 I FIORI

I fiori si raccolgono quando non sono completamente sbocciati.

 


Tutte le informazioni contenute nel seguente blog sono fornite esclusivamente a scopo informativo. Declino, pertanto, ogni responsabilità per qualsiasi utilizzo di queste informazioni a scopo curativo o estetico senza previa consultazione medica.


La bibliografia e la sitografia sono disponibili all'interno del blog, e puoi accedervi cliccando sul link corrispondente:  QUI



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