giovedì 1 dicembre 2022

BOTANICA lezione 3

 



3. CITOLOGIA
 Lo studio della cellula vegetale 


Gloria Pellizzari; Monte Cevedale 2021; Silene acaulis. 

Un essere vivente per essere considerato un vegetale deve presentare le seguenti caratteristiche:

  Essere pluricellulare
  Presentare caratteristiche di autotrofia per fotosintesi
 • Avere una crescita indefinita
  Possedere amido e cellulosa 
 • Presentare gli organuli tipici

Gli organuli tipici della cellula vegetale:

Il vacuolo: 

 Organo presente all’interno delle cellule vegetali con aspetto vescicolare (compartimento cellulare a forma di sacca) delimitato da una membrana vacuolare. Questa “sacca” contiene un liquido chiamato succo vacuolare che è composto da acqua, zuccheri, sali, acidi organici e altri soluti.

 A maturazione completa della cellula il vacuolo può occupare fino al 90% del volume interno della cellula; da qui possiamo capire l’importanza di questa struttura per la pianta.




Le funzioni principali che esplica sono: 

Riserva energetica;

Deposito di prodotti particolari come ad esempio gli oli essenziali; 

Contenitore di pigmenti (antociani e flavoni);

Funzione osmotica, ruolo importante nella regolazione del turgore cellulare;

Accumulo di sostanze di rifiuto prodotte dal metabolismo;

Funzione antigelo per la difesa dal congelamento della cellula; 

Funzione digestiva grazie a speciali enzimi che scindono le macromolecole in micromolecole le quali possono essere impiegate in un secondo momento dalla pianta;

Funzione tampone dato dal suo pH leggermente acido




Gloria Pellizzari; Cinque terre 2022.

I plastidi: Si differenziano in quattro tipologie:

 1. Cloroplasti: 
Organelli dove avviene l’intero processo della fotosintesi; Sono verdi grazie alla colorazione data dalla clorofilla contenuta negli stessi;

 2. Cromoplasti: 
Contengono pigmenti quali carotenoidi e xantofille con colazione giallo - arancione; la funzione è quella vessillare cioè il richiamo degli insetti impollinatori e degli animali per la dispersione del seme; 

 3. Oleoplasti: 
Elaborano ed accumulano lipidi con funzione di riserva, troviamo questi organuli per esempio nei frutti dell’olivo, nei semi del noce, del girasole ecc…

 4. Amiloplasti:
Hanno prettamente funzione energetica, sono molto abbondanti in radici, rizomi, tuberi, frutti;

  

Gloria Pellizzari; Savigliano 2022.


La parete cellulare:

 È una struttura specializzata di rivestimento che ha la funzione di proteggere le cellule e metterle in connessione tra loro tramite la formazione di canali per la loro comunicazione e per il trasporto dei fluidi all’interno della pianta. La parete cellulare si suddivide in tre strati, la crescita della parete è definita come un ispessimento centripeto, questo vuole indicare che gli strati più giovani sono gli strati più interni;


La lamella mediana:
 È la parte più esterna ed ha il compito di tenere ben unite due cellule che stanno vicine; 

 La parete primaria: 
 Si forma internamente alla lamella mediana ed è formata principalmente da lunghe fibre di cellulosa immerse in una fase elastica che conferisce a questa struttura una certa resistenza meccanica.

 La parete secondaria: 
 Non è sempre presente a differenza degli altri due strati citati prima, si trova infatti solamente nei tessuti meccanici, di sostegno e nei tessuti conduttori ed è composta principalmente da cellulosa. Questa parete si suddivide in tre strati che si differenziano per la disposizione delle fibre di cellulosa; All’interno di questa possono essere presenti molecole come la lignina, la suberina la cutina e diversi sali minerali che ne aumentano la rigidità. 



giovedì 10 novembre 2022

CREMA GIORNO PELLI DELICATE

I preziosi ingredienti contenuti in questa crema proteggono la pelle rigenerandola e conferendole un'alta idratazione. È adatta a pelli normali, fragili e disidratate assicurando benessere e protezione dell'epidermide durante tutta la giornata.



Grazie alla sua composizione questa crema  ha un immediato effetto nutriente illuminante e rassodante, se usata regolarmente, rende la pelle visibilmente levigata e distesa.




 

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mercoledì 2 novembre 2022

HYDRO-GEL CONTORNO OCCHI

Grazie ai principi attivi contenuti in questo hydrogel abbiamo  un prodotto per il trattamento quotidiano del nostro contorno occhi ideale per tutti i tipi di pelle. Dona uno sguardo più luminoso attenuando le borse sotto gli occhi e donando una profonda idratazione. Lo sguardo appare più disteso, fresco e luminoso.

Principali ingredienti 


Estratti di Fiordaliso: nella tradizione popolare il Fiordaliso viene anche chiamato "spacca occhiali" a sottolineare la sua grande efficacia nella cura dei nostri occhi.

Tra le grandi qualità del fiordaliso troviamo quelle antinfiammatorie, decongestionanti e lenitive. Spesso in commercio troviamo colliri a base di Fiordaliso e Eufrasia.

Per la nostra pelle il Fiordaliso viene utilizzato per contrastare acne, eczemi ed è un potente antirughe naturale.


Estratto di meliloto: conosciuto anche con il nome di Vetturina gialla; il suo profumo ricorda quello del fieno, nella tradizione popolare viene utilizzato per le sue qualità antiallergiche.
È un efficace rimedio per gli occhi arrossati ed un ottimo antinfiammatorio utile per la cura degli orzaioli. In campo cosmetico viene utilizzato come decongestionante delle palpebre e delle zone intorno agli occhi.


Gel sodio ialuronato 3pm: idratante, levigante e lenitivo. (Glamour cosmetics)

Sodium PCA: è un prodotto che ha una forte capacità di trattenere l'acqua, è un ottimo idratante ed inoltre migliora l'assorbimento degli altri funzionali presenti in formula. (Glamour cosmetics)

Vitamin cocktail: un mix di Vitamine microincapsulate che presentano elevate concentrazioni di carotenoidi e vitamine A,C,E ed F. (Farmacia Vernile)

Formula Hydrogel contorno occhi


gr 70 Idrolato di Fiordaliso
gr 11 Gel Sodio ialuronato
gr 1 Sodio alginato
gr 4 Percolato di Fiordaliso
gr 4 Percolato di Meliloto
gr 4 Sodium PCA
gr 5 Vitamin cocktail
gr 1 Cosgard
colorante alimentare

pH 6.5


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martedì 25 ottobre 2022

BOTANICA Lezione 2


 

2. LE PIANTE

Esseri viventi che si auto-producono il cibo per la sopravvivenza;

Autotrofia: Proprietà degli organismi vegetali di trasformare composti inorganici (acqua, aria, terreno…) in sostanze organiche (carboidrati, proteine…) per soddisfare i propri fabbisogni nutritivi. 

Ragionando su questa definizione è facile capire quanto la nostra vita e in generale la vita di tutti gli animali (carnivori ed erbivori), sia dipendente dal mondo vegetale. Se non esistessero le piante che trasformano la materia inorganica in materia organica il regno animale non esisterebbe. Le piante, in grado di svolgere la fotosintesi, producono la materia organica vivente per nutrirsi; l’uomo e tutti gli organismi animali consumano, oltre all’acqua e ad una quantità minima di sali minerali, il materiale organico prodotto dalle piante.

La fotosintesi: La fotosintesi clorofilliana è un processo chimico che avviene all’interno delle piante ed è quindi un processo presente in tutti gli organismi fotoautotrofi. Questi sono in grado di trasformare l’energia luminosa, quindi, l’energia che deriva direttamente dal sole, in energia chimica; Negli organismi vegetali questo processo avviene all’interno di organi chiamati cloroplasti i quali sono contenuti nelle cellule dei tessuti della pianta in grado di svolgere la fotosintesi.


All’interno dei cloroplasti sono presenti le molecole, soprattutto clorofilla e carotenoidi, capaci di “assorbire” la luce solare e trasferirla in determinati centri di raccolta. Da qui partiranno poi una serie di reazioni chimiche. Distinguiamo due diverse vie di reazioni; una chiamata fase luminosa e una chiamata fase chimica la quale non dipende dalla presenza o meno di luce;


Dott. Ing. Giacomino Redondi; rcinews.it 



La fase luminosa: 

Gloria Pellizzari 2022, Monte Argentario

In questa fase, i pigmenti che abbiamo citato prima (clorofilla e carotenoidi) captano la luce del sole e trasferiscono quest’energia, con una sequenza a catena, alle molecole vicine fino al raggiungimento del centro di reazione. In concomitanza a questo avviene anche la fotolisi dell’acqua, in parole semplici sarebbe la divisione delle molecole d’acqua attraverso l’energia luminosa.

Il risultato di questa serie di reazione da origine alla produzione di : 

• ATP: composto chimico che fornisce alla cellula l'energia necessaria per svolgere qualsiasi tipo di lavoro biologico;

• NADPH: molecola che svolge un ruolo cruciale in alcune delle reazioni chimiche che compongono il processo di fotosintesi; Questi due composti sono molto importanti in quanto svolgono un ruolo essenziale nella fase successiva che ha lo scopo di formare i composti organici.

Questi due composti sono molto importanti in quanto svolgono un ruolo essenziale nella fase successiva che ha lo scopo di formare i composti organici.

La fase chimica: 
In questa fase chiamata anche fase di fissazione del carbonio, le molecole di ATP E NADPH vengono impiegate per dar luogo ad una serie di reazioni che portano alla riduzione dell’anidride carbonica. Queste reazioni si svolgono nello stroma, il tessuto che forma la materia strutturale del cloroplasto. Il ciclo di Calvin è la reazione ciclica che più prende parte in questo stadio, durante lo svolgersi di questi continui cicli si formano numerosi composti e infine, ogni sei giri si forma una molecola di glucosio tramite la quale si conclude il processo della fotosintesi clorofilliana e prende parte la biosintesi dei composti organici.

Gloria Pellizzari 2022, Casez località plan dei pini

Metaboliti primari e metaboliti secondari: 

Carboidrati, proteine, lipidi e acidi nucleici rappresentano per la pianta i cosiddetti metaboliti primari in quanto hanno una funzione prettamente nutritiva. 
La pianta partendo da questi composti mette in atto delle biosintesi (serie di reazioni chimiche) specializzate che producono i metaboliti secondari che servono alla pianta principalmente per: 
• difendersi da eventuali predatori (sostanze tossiche o poco gradevoli); 
• per attirare gli insetti impollinatori (pigmenti dei fiori);
• per attirare gli animali (colore dei frutti); 
• per mettere in atto meccanismi di competizione/ comunicazione con le altre piante (fenomeno chiamato allelopatia); 
• Funzionalità strutturali (es. lignina)
• Per regolare la relazione pianta-ambiente; 

Spesso queste sostanze risultano molto preziose anche per noi infatti molte di queste vengono impiegate dall’uomo a scopo terapeutico;

i metaboliti secondari della pianta sono quei composti che siamo abituati a chiamate principi attivi o sostanze biologicamente attive. 

Gloria Pellizzari 2021




domenica 23 ottobre 2022

CICORIA orologio di prato

 

Durante le nostre passeggiate primaverili possiamo incontrare nel nostro cammino questo fiore chiamato Cicoria "Cichorium intybus L."
Questo bellissimo fiore viene anche chiamata "Orologio di prato" in quanto apre i capolini alle ore 6 e li chiude alle ore 18.


In tempi antichi la sua radice divenne celebre come alternativa al caffè, che era inaccessibile alla gente comune. A tale scopo veniva coltivata in tutti gli orti dando origine a numerose varietà orticole commestibili. Ancora oggi possiamo trovare in erboristeria il "caffè di Cicoria". Appartiene alla classe degli amaro tonici, è digestiva, blandamente lassativa ed è importante per ridurre il colesterolo. "L'uso nelle comuni tisane è privo di controindicazioni." P. Chiereghin.




Questa pianta veniva utilizzata dalle nostre nonne sia per uso alimentare, per insalate depurative e detossicanti, sia per uso cosmetico per le sue proprietà antiossidanti, dermopurificanti, antiarrossamento, antiacneiche, purificanti, lenitive, antiage, rinfrescanti, emollienti.

Gli estratti di Cicoria ad uso cosmetico 

Per realizzare i nostri estratti vengono utilizzate le radici e le foglie che contengono:

Radici:
- Inulina fino al 50% (nella radice fresca)
- Principi amari
- Tannini
- Zuccheri
- Colina
- Sali minerali 
Foglie:
- Cicoriina
- Acido caffeico 
- Aminoacidi
- Zuccheri 
- Dicaffeiltartarico

Grazie a questi principi attivi utili per la cura della nostra pelle possiamo realizzare: tintura madre, percolato, idro-glicerico e dalla tradizione popolare troviamo anche l'oleolito di foglie. 

Le foglie si raccolgono dalla primavera fino a inizio estate e le radici in autunno, durante il riposo vegetativo della pianta.


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mercoledì 19 ottobre 2022

SHAMPOO solido e liquido - BALSAMO SENSITENS



Negli ultimi anni in commercio si trovano prodotti per la cura dei capelli contenenti estratti vegetali: fermo restando che lo shampoo è un prodotto a risciacquo e che permane per poco tempo sulla cute non possiamo considerarlo un prodotto curativo o altro; lo shampoo ha il compito di lavare i capelli e non di trattarli,tuttavia gli estratti vegetali possono essere usati per mitigare i tensioattivi inseriti in formula.

Nel balsamo gli estratti vegetali trovano un ruolo più significativo in quanto possiamo considerarlo un trattamento vero e proprio per la cura dei nostri capelli, spesso utilizzato per capelli fini, crespi e trattati. Dona una sensazione di morbidezza aumentando la pettinabilità dei nostri capelli.

Viene detto che lo shampoo lava i capelli e che il balsamo li sporca, con questa formulazione qui di seguito riportata non avremo quella sensazione di pesantezza spesso dovuta all'eccessiva percentuale di oli e burri inseriti in formula. 

Negli ultimi anni si sono fatti molti studi sull'effetto degli estratti vegetali per la cura dei nostri capelli, per approfondire questo argomento vi rimando al mio articolo Le erbe per la cura dei nostri capelli 


Shampoo Sensitens

gr 30   Idrolato di Camomilla officinalis
gr 16   Acqua demineralizzata
   
(da utilizzare per sciogliere a bagnomaria il tensioattivo Sodio metil taurato)
gr   5   Glicerina di Calendula officinalis
gr   5   Sorbitolo
gr   5   Percolato di Camomilla officinalis 
gr   1   Salvacom 9010
gr 0,1  Glda
gr  10   Sodium Methyl Cocoyl Taurate
gr  10  Sodium Laurylglucosides Hydroxypropylsulfonate
gr  18  Cocamidopropyl betaina



Shampoo solido Sensitens
gr     1 Glicerina
gr     1 Acqua demineralizzata
gr     2 Burro di Sal 
gr     2 Oleolito di Camomilla officinalis
gr     8 Estratto di Camomilla officinalis 
gr   18 Alcool cetilico 
gr   14 Stearina vegetale 
gr   15 Sodium coco sulfante
gr   25 Sodium Cocoyl Isethionate
gr   10 Cocamidopropyl betaina
gr     3 Avena colloidale
gr     1 Fragranza


Balsamo crema Sensitens

A
gr    45   Idrolato di Calendula officinalis 
gr    20   Gel di Idrossipropilmetilcellulosa
gr      2   Glicerina vegetale di Calendula 
gr      2   Sorbitolo
B
gr      3   Olio Caprylis
gr      3   Oleolito di Calendula
gr      2   Burro di Mango 
gr    10   Esterquat 75
gr      5   Conditioner emulsifier
gr      2   Poliquaternium 7
A
gr      2  Percolato di Calendula officinalis
gr      2  Percolato di Camomilla
gr      1  Cosgard
gr      1  Fragranza



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Barmasse Eleonora

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domenica 31 luglio 2022

COSMETOLOGIA AYURVEDICA 3° LEZIONE

 


BASI DELLA MEDICINA AYURVEDICA in COSMETOLOGIA

a cura di:  Tatiana Aliprandi 

Operatrice ayurvedica: 

FORMATRICE e ESAMINATRICE:

Ayurveda, Yoga, estetica, posturologia e psicosomatica.

3° Lezione




Tratto da uno scritto del medico.

La pelle: un abbraccio che protegge.
Quante volte la trattiamo male?

Nel Charaka Samhita sono definiti i meccanismi attraverso cui il massaggio esercita il suo meraviglioso effetto.

Vata domina nell’organo di senso del tatto, e quest’organo ha la sua sede nella pelle. Il massaggio è di gran beneficio per la pelle; perciò andrebbe praticato regolarmente.

Inoltre in Āyurveda l’oleazione di corpo e testa è prevista nella routine igienica quotidiana (chiamata Dinacharya) e, sempre nel testo classico ayurvedico Caraka Samhita, viene detto:

Se una persona pratica regolarmente il massaggio d’olio, il suo corpo non risente di ingiurie o del lavoro più duro. La sua struttura fisica diventa forte, flessibile ed attraente. Mediante questa pratica il processo dell’invecchiamento è rallentato.

Vedere il mondo attraverso la pelle

L’Āyurveda presta un’attenzione particolare alla pelle; essa è infatti assieme al cuore la sola struttura a possedere negli antichi testi classici una dettagliata, e sotto molti versi strabiliante, descrizione della struttura anatomica e non solo funzionale.
Strabiliante perché queste descrizioni appartengono a testi di epoca remota e risulta incomprensibile come potesse essere nota in quel tempo la struttura anatomica microscopica.

In questi testi è descritto come la formazione della pelle abbia origine a livello fetale per effetto dei Dosha, o principi biofunzionali.

Nel Charaka Samhita, antico testo di medicina ayurvedica databile intorno al III-V sec. AC, la formazione degli strati della pelle è descritta utilizzando la metafora del latte in ebollizione:
così come nel riscaldare il latte si formano strati di crema sulla superficie, in modo simile a livello embrionale, i (Dhātu) tessuti formano i diversi strati della pelle del corpo
e prosegue descrivendo così come la “panna” si formi in strati e gradualmente aumenti di spessore, così come i vari strati della pelle formata a livello embrionale si fondano generando così la pelle matura che riveste il feto pienamente sviluppato.

L’Āyurveda riconosce quindi sei strati della pelle, sette per alcuni, che sono riconoscibili nei cinque strati dell’epidermide descritti oggi dalla moderna anatomia più il derma e, contando il settimo strato, al sottocutaneo.

Nell’antica conoscenza ayurvedica è inoltre molto chiara la composizione biochimica della pelle; nel Sushruta Samhita, un altro antico testo di Āyurveda particolarmente famoso poiché tratta anche gli aspetti chirurgici e la chirurgia plastica, è infatti detto che il corpo è fatto di materia untuosa, indicando con questa affermazione la proprietà principale dei lipidi e del fatto quindi che siano il primo costituente strutturale dell’organismo. Il dettaglio della conoscenza degli aspetti anatomo funzionali della pelle arriva così in profondità al punto di descrivere minuziosamente i tempi di assorbimento degli oli medicati attraversi i vari strati dell’apparato tegumentario.

La pelle secondo l’Āyurveda è formata nella sua struttura anatomica principalmente da quei tessuti definiti dai Dosha Pitta e Kapha anche se funzionalmente essendo la pelle sede del senso del tatto, è invece riferibile primariamente a Vata. La pelle infatti fornisce un primo livello di difesa meccanica dagli agenti esterni ed ha un ruolo fondamentale nella termoregolazione e nella sorveglianza immunitaria, tutti ruoli in cui i Dosha Pitta e Kapha sono primariamente coinvolti.

Dosha Vata e il senso del tatto
Tuttavia il senso del tatto con tutti i recettori coinvolti (si ritiene che per ogni centimetro quadrato di pelle vi siano 5000 recettori) è determinato nella sua funzionalità dal Dosha Vata.

La nostra percezione dei limiti corporei, della nostra interazione ed intelligibilità con l’ambiente esterno e quindi della sua esplorazione e rappresentazione è direttamente gestita dal Dosha Vata. 
La pelle specchio dello stato di salute
Non solo, la pelle è un vero e proprio specchio e come tale indicatore dello stato di salute dell’individuo; il suo colore, la radianza e la luminosità sono espressioni dello stato di salute generale.

Dr. Antonio Morandi medico neurologo, esperto in Āyurveda.

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Fonti: Bibliografia

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