giovedì 17 gennaio 2019



HO NOTATO CHE PURTROPPO MOLTE DI VOI NON RICEVONO LA NOTIFICA DELLE MIE RISPOSTE AI VOSTRI COMMENTI, PER CUI QUANDO COMMENTATE VI CHIEDO LA CORTESIA DI SPUNTARE 
" NOTIFICAMI LA RISPOSTA"



ARNICA MONTANA ESTRATTO VERGINE

Da tempo seguo un gruppo di Facebook Erbacce e Dintorni dove trattano svariati argomenti, ma prevalgono le discussioni sulle piante e sulle erbe.
Mi imbattei in un post dove alcune ragazze discutevano su un metodo di estrazione dell'arnica che consisteva nel porre il vegetale in  fiaschi di vetro esposti al sole. Le domande erano tante rivolte alla ragazza che aveva pubblicato il post, ma le risposte erano vaghe. Non mi stupii! Perché durante le loro ricerche, avevano trovato poco o niente nei libri o sel web. Inoltre, dopo aver pubblicato una mia foto dell'arnica nei fiaschi, mi fu sottolineato che questa pianta è "protetta" e ne è vietata la raccolta!
A costo di essere tecnica e sicuramente noiosa, mi ritaglio un piccolo angolo di questo articolo per portare a conoscenza la regolamentazione della raccolta dell'Arnica Montana in Valle D'Aosta:

LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2009, 
N. 45  Allegato D 
Specie per uso officinale a raccolta regolamentata 
(Articolo 6, commi 1 e 3)

Arnica Montana
Fam: Asteraceae
Nome volgare: Arnica Montana
Nome Francese: Arnica des montagnes

Il quantitativo di pianta fresca di cui è consentita la raccolta è di 200 gr in infiorescenze

Arnica Montana


Tutti conoscono le innumerevoli proprietà dell'Arnica Montana e i suoi grandi benefici: antidolorifico, antinfiammatorio, tendinite, artrite, artrosi, dolori post operatori, distorsioni, slogature, contusioni ecc... grazie all'altissimo contenuto di: flavonoidi, oli essenziali, timolo, destrosio, luteina, colina, acido malico, gallico e palmitico.
Pianta altamente tossica, non va applicata su ferite aperte.
Nei Secoli passati veniva utilizzata dai nostri antenati friggendola nel grasso animale, riposta nei vasetti e usata all'occorrenza.
Durante le mie ricerche, attraverso i miei studi,  ho appreso diverse tecniche di estrazione, alcune molto conosciute e utilizzate quali: oleoliti, percolati, tintura madre, tintura alcolica, estratto secco.
Grazie ai racconti dei Vecchi Saggi della mia Valle sono venuta a conoscenza di un antico metodo di estrazione dell'Arnica, che equivale ad inserire le infiorescenze  in fiaschi di vetro trasparente, ben chiusi con un tappo di sughero e che venivano posti capovolti sui tetti o  sui balconi delle case per l'intera stagione estiva.

Bottiglie con Arnica Montana

Quelle pochissime notizie che si leggono sul web sono fuorvianti e poco credibili, in quanto taluni sostengono che l'estratto che si ricava è un estratto oleoso, altri ritengono che bisogna aggiungere alcool dopo aver filtrato il contenuto del fiasco. In realtà il liquido non è altro che una soluzione alcolica, risultato della fermentazione dei glucosidi dell'arnica, ricca dell'essenza vergine di quest' ultima.
Questo prodotto si mantiene nel tempo così com'è, senza l'uso di conservanti e/o additivi.
Dimenticavo di dirvi che, prima di aprire il fiasco, è fondamentale incidere il tappo di sughero affinché l'ossigeno possa entrarvi, creando così delle piccole bollicine "di effervescenza", al termine della quale si può stappare il bottiglione senza il rischio che questo esploda.
Il contenuto va filtrato così come si fa per una qualsiasi tintura o oleolito.

Incisione del tappo di sughero


Estrazione dell'estratto Vergine



Estratto Vergine di Arnica montana



L'estratto vergine così ottenuto si può utilizzare per frizioni, diluito in un olio vettore o inserito in piccole gocce nell'unguento d'Arnica, ma anche i fiori estratti dai fiaschi, non vanno gettati, perché possono essere utilizzati per ottenere la famosa "pomade" di cui vi parlerò in un altro articolo... sempre e quando ne avrò voglia😂😂😂


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martedì 8 gennaio 2019

IL BOSCO PRESENTA "LA DAMA BIANCA"




"Il mio nome deriva dal termine “betu” (da un’antica lingua che si parlava anche in queste vallate, il Celtico) e aveva il significato di “albero”. Forse perché sono sempre stata tenuta in grande considerazione, soprattutto dai popoli degli Umani che abitavano il freddo Grande Nord, nelle mie estese bianche foreste.
Fui quindi un albero sacro legato alla luce e al rinnovarsi della Natura, visto che sono il primo a germogliare all’inizio della Primavera. Nell’Alfabeto degli Alberi del Calendario Celtico, non a caso rappresento il primo mese dell’anno .
La mia inconfondibile corteccia bianca fu una delle prime carte su cui scrivere e quella, tenera e dolciastra, delle nuove piante, fu usata come alimento dai vostri lontani antenati, a volte unico possibile nutrimento nei freddi mesi invernali. Anche la mia linfa zuccherina si utilizzava, sia direttamente che dopo fermentazione, trasformandosi in “birra di Betulla”.
Colonizzo rapidamente le zone spoglie, per non importa quali motivi, dalla vegetazione arboricola. Sono quindi una pianta pioniera, che con le sue radici consolida il terreno evitando frane durante i periodi di piogge abbondanti.
Sono la Betulla."   (Bessi R.)

Chi ci avrebbe mai creduto che in un soleggiato pomeriggio di un freddo inverno sarei andata a camminare nei boschi per incontrare "La Dama Bianca", un albero dalla corteccia bianca e liscia? In mia compagnia c'era anche Flavia, non eravamo andate a passeggio per trovare chissà cosa, ma solo per respirare aria pura e camminare un po'; naturalmente un sacchettino e un coltello per "precauzione" l'avevamo preso. 
Durante la passeggiata ammiravamo tutte queste Betulle che costeggiavano il sentiero e dopo aver preso Licheni, gemme di Abete rosso e Pino mugo, al ritorno abbiamo tolto della corteccia da una Betulla conoscendo le grandi proprietà di questa meravigliosa pianta.



I principi attivi della Betulla sono molteplici: tannini, resine, oli essenziali, betulina, glucosidi, quercitina, salicina e tanti altri.

Ogni parte di questo magnifico albero viene utilizzata in cosmesi: linfa, foglie, gemme, fiori, frutti e naturalmente la corteccia... nulla lasciato al caso.

Gli estratti che si possono realizzare con la Betulla sono innumerevoli: percolato, oleolito, souche, tintura madre e idrolato. Ovviamente non potevamo starcene con le mani in mano, per cui ci siamo messe immediatamente all'opera per studiare e formulare tutti i nostri prodotti di bellezza...nonostante la nostra veneranda età 😉


Preparazione Oleolito e percolato









  • Per uso esterno si sfruttano le proprietà antisettiche e astringenti, utili per pelli impure ed eccessiva secrezione di sebo.

  • E' un potente cicatrizzante e rigenerante della pelle lesionata da ferite e ustioni da utilizzare per unguenti in associazione col mitico Iperico; grazie alla sua funzione astringente, nonché antinfiammatoria è utile anche nella preparazione di prodotti anti-emorroidali.

  • Riattivante della circolazione sanguigna si utilizza per sgonfiare piedi e gambe, serve nella prevenzione di calli e duroni e nelle preparazioni pre e dopo rasatura.
  • Utilizzata per l'irrobustimento del bulbo pilifero, come sebo-regolatore del cuoio capelluto e riattivante della crescita dei capelli proprio grazie all'effetto sulla micro-circolazione superficiale. 

  • Utilizzata ampiamente nei prodotti anti-cellulite per le sue funzioni linfo-drenanti le quali, non a caso, sono state sfruttate dai famosi fanghi Guam che le  contengono.

Già durante l'estate scorsa abbiamo realizzato i prodotti per i piedi dei nostri figli adolescenti...stendiamo un velo pietoso sul gas mortale emanato dalle loro scarpe!!! 😅

Flavia si è dilettata nella formulazione dei suoi saponi liquidi, solidi, shampoo e compagnia bella come ha ben descritto nei suoi libri. clicca qui

Non mi sembra poco il risultato ottenuto da una semplice passeggiata invernale nel bosco.

Se vi farà piacere conoscere le mie prossime pubblicazioni iscrivetevi e commentate.



E' importante per me sapere le vostre opinioni e... se ne avrò voglia😂😂😂 nel prossimo articolo vi illustrerò come fare una crema che previene calli e duroni dall'effetto esfoliante, che renderà i vostri piedi belli e sani come quelli di Cenerentola.

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martedì 4 dicembre 2018

Crema da giorno all'Acido Ialuronico 5 KDa - Jeunesse


Tutte noi utilizziamo le creme viso, ma ci sono alcune regole necessarie perché la nostra crema svolga il suo lavoro nel migliore dei modi. Non mi stancherò mai di ripetere che un'accurata pulizia del viso è la prima norma indispensabile per avere una pelle sana e luminosa. 
Quotidianamente dobbiamo struccare e detergere il viso con un buon latte detergente, acqua e sapone naturale.
E' bene utilizzare un buon tonico per consentire il ripristino fisiologico del pH naturale della pelle.
Una volta a settimana è bene eseguire uno scrub per consentire una esfoliazione per la rimozione delle cellule morte del viso.
Queste piccole e semplici regole ci aiutano a preparare la nostra pelle a ricevere tutti i principi attivi contenuti nella nostra crema.
Prima di procedere alla realizzazione di questo prodotto vorrei soffermarmi su cosa sia l'Acido Ialuronico, cercando di non essere troppo tecnica e di non rendere la lettura noiosa.
L'Acido Ialuronico è una molecola che viene prodotta naturalmente dal nostro corpo, a partire dai 25/30 anni la sua produzione diminuisce e con l'andare del tempo la nostra pelle perde tono ed elasticità causando la formazione delle tanto odiate "rughe". 

Per questa formulazione ho utilizzato:


  • L'acido Ialuronico (sodio Jaluronato) che ha un effetto idratante lisciante, protettivo e filmante. 

  • L'acido Ialuronico 5 KDa rinnova le cellule della pelle perché è in grado di penetrare nello strato corneo grazie alla sua minuscola granulometria, a differenza, invece, del sodio jaluronato; infatti questo tipo di acido ialuronico  riesce a superare lo strato superficiale dell'epidermide donando così un aspetto levigato e tonico; il prodotto in questione è certificato Ecocert. 

Passiamo ora alla preparazione della nostro Acido Ialuronico:
  • g 98  Idrolato di Malva
  • g   1  Acido Ialuronico (Sodio jaluronato)
  • g   1  Acido Ialuronico 5 KDa
  • q.b.  Conservante (a seconda del tipo di conservante scelto, leggete le istruzioni del dosaggio sulla scheda tecnica del prodotto).

In un beker inseriamo l'idrolato e versiamo a pioggia il sodio jaluronato, ricopriamo il contenitore con della pellicola trasparente e lasciamo idratare la polvere per una notte. Il mattino seguente misceliamo il composto  aggiungendo 1 g di Acido Ialuronico 5 KDa e il conservante che abbiamo scelto; avremo così ottenuto 100 g di Acido Ialuronico che, naturalmente non utilizzeremo solo per la crema, ma per tantissime altre preparazioni che vi illustrerò in seguito, in quanto potremo conservarlo in luogo buio per almeno 3 mesi.

Realizziamo la nostra crema viso da giorno all'Acido Ialuronico:

Allestimento Materie Prime
Attrezzatura:
1 pentolino per il bagnomaria
2 beker di vetro o di plastica resistente alle alte temperature
1 Bilancina
1 Bacchetta "Magica" di legno e/o cucchiaio da cocktail
1 Sbattitore elettrico
cartine per misurare il pH

FASE A   1° Beker ( fase acquosa)

Grammi:  64 Idrolato di Malva
Grammi:    2 Glicerina di Malva

FASE B   2° Beker (fase grassa)

Grammi:  4 Olio di Jojoba
Grammi:  4 Olio di Argan
Grammi:  2 Olio Caprylis
Grammi:  2 Burro di karitè
Grammi:  1 Cera D'api
Grammi:  4 Metilglucosio Sequistearato (emulsionante)
Grammi:  2 Metilglucosio Distearato (co-emulsionante)

FASE C
Grammi:  2 Collagene vegetale
Grammi:  3 Acido Ialuronico
(che abbiamo preparato in precedenza)
Grammi:  1 Proteine della Seta
Grammi:  1 Vitamina E tocoferolo 
q.b.  conservante
q.b. fragranza alla violetta

PROCEDIMENTO:

Dopo aver pesato tutti gli ingredienti si procede nel seguente modo:
 
inserire a bagnomaria il Beker contenente la fase grassa facendo sciogliere il tutto a fiamma dolce, mescolando con la "Bacchetta Magica" di tanto in tanto.


Fase A e Fase B a bagnomaria

Quando il tutto si è sciolto spegnere la fiamma e inserire il secondo beker contenente la fase acquosa lasciando i due contenitori in bagno caldo a fiamma spenta per almeno 4/5 minuti. Togliere i vasetti dal bagnomaria e uniamo la fase acquosa a quella grassa (fase A in B)  frullando con uno sbattitore elettrico fino al completo raffreddamento (per accelerare i tempi potete aiutarvi con un bagnomaria freddo). Una volta che il composto si sarà raffreddato unite la fase C e frullate ancora per due minuti. Non vi resta che misurare il pH con le cartine che deve essere tra il 5 e il 5.5. 



Questa crema vi stupirà per la sua morbidezza ed efficacia, il vostro viso sarà più disteso e la pelle più elastica, le rughe si attenueranno dopo 30/40 giorni dall'utilizzo. 
Prossimamente se ne avrò voglia...😂😂😂 vi parlerò della crema da notte e del filler della stessa linea.


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martedì 27 novembre 2018

ALTRO CHE LABELLO !!! BURRO CACAO PROTETTIVO

Burro cacao protettivo all'ossido di zinco


Gli agenti atmosferici mettono a dura prova le nostre labbra sopratutto in inverno: screpolature e fastidiose pellicine in questo periodo sono all'ordine del giorno e dobbiamo correre ai ripari, il burro cacao ad alta protezione è semplice da fare e richiede pochi ingredienti di facile reperibilità.
Nei miei articoli vi ho spesso parlato del Ceralan, prodotto a base di cera d'api e glicerina, che potete farvi tranquillamente in casa con un po' di pazienza e buona volontà, naturalmente lo potete sostituire con della semplice cera d'api.
La Cera D'api ha proprietà emollienti e idrorepellenti. Utilizzata nel burro cacao crea un film protettivo che impedisce la perdita di acqua nella cute e protegge e idrata la nostra pelle dando un immediato sollievo a labbra arrossate e screpolate.
Il burro di cacao ricco di antiossidanti e vitamina B C e E rende la nostra pelle elastica, ha una forte azione nutriente e protettiva, dona tono e elasticità alla pelle in quanto stimola la sintesi del collagene.
Innumerevoli sono le qualità dell'olio di Jojoba, olio di Argan e olio di mandorle che fanno parte degli oli che donano alla nostra pelle nutrimento e hanno un leggero effetto antirughe; la vitamina E pura ha un forte effetto antiossidante, combatte i radicali liberi, e previene l'ossidazione degli oli e dei burri.
L'Ossido di Zinco è un potente anti-irritativo, antisettico, antinfiammatorio, anti-arrossamento altamente lenitivo,  aiuta inoltre a rimarginare le piccole screpolature.

Procediamo alla realizzazione del nostro burro cacao:

Attrezzatura:

2 Pentolini per il bagnomaria
1 Vasetto di vetro o di plastica
1 Bilancina
Bacchetta "Magica" di legno   e/o cucchiaio da cocktail 
1 Jar oppure uno stick per lucidalabbra o rossetto

Ingredienti:

Grammi: 35  Ceralan o cera d'api
Grammi: 35  Burro di cacao
Grammi: 10  Olio di Jojoba
Grammi: 10  Olio di Argan
Grammi: 10  Olio di Mandorle
Grammi:   2  Vitamina E
Grammi: 10 Ossido di zinco

Allestimento materie prime

Dopo aver preparato tutti gli ingredienti si procede nel seguente modo:



inserire nel vasetto la cera d'api e scioglierla con pochissimo olio. aggiungere tutti gli oli e i burri come illustrato nella foto e mescolare di tanto in tanto fino a che non si saranno sciolti tutti i grassi. togliere dal fuoco il bagnomaria e aggiungere l'ossido di zinco, mescolando con la "Bacchetta Magica" per pochi minuti.
Versate il composto ancora caldo in una piccola jar o in uno stick da rossetto tenuto precedentemente in freezer.



Il nostro burro cacao è pronto !  proteggerà le vostre labbra nelle fredde giornate invernali sia che andiate al lavoro o a sciare nelle splendide piste della mia Valle.
 Altro che burro cacao Labello !!!!
Sempre se ne avrò voglia... 😂😂😂 nel prossimo articolo vi esporrò con le dovute immagini la preparazione di una crema viso giorno all'Acido Ialuronico 5KDa, un prodotto ecocert di alta qualità.  

Per la realizzazione di oleoliti, percolati e tinture cliccare qui
Per la realizzazione del ceralan cliccate qui



mercoledì 21 novembre 2018

CREMA TERMOPROTETTIVA AI TRE BURRI


E' arrivato il freddo... sciarpe guanti e cappello non sono sufficienti a proteggere il nostro viso che in inverno è la parte più esposta alle intemperie. Ho formulato questa crema viso per la mia amica Simona che ogni mattina si reca al lavoro a piedi con il freddo e il gelo. 
Ogni burro che ho utilizzato ha una caratteristica specifica per proteggere e nutrire la pelle.

il burro di karitè che è ricco di vitamine e ha proprietà nutrienti, antiossidanti e contiene inoltre componenti insaponificabili che lasciano un film protettivo sulla pelle proteggendola dal freddo e nutrendola.

Il burro di Mango ha proprietà protettive e nutrienti per la pelle e viene usato per le sue qualità lenitive per quanto riguarda le ferite e offre inoltre una protezione naturale verso la radiazione ultravioletta (UV).

Il burro di Cacao è anch'esso dotato di caratteristiche idratanti, emollienti e antinfiammatorie e ha un'azione riparatoria dei tessuti cutanei.

L'oleolito e il percolato di rusco associati all'oleolito di benzoino hanno un leggero effetto schiarente, un piccolo aiuto per attenuare le lievi  discromie cutanee di cui Simona è affetta.

L'allantoina è una preziosa sostanza addolcente lenitiva e riparatrice. 

La malva, ricca di mucillagini ha un grande effetto lenitivo idratante e riparatore sulla nostra pelle, unita a tutti gli altri attivi contenuti in questa crema ne potenzia l'efficacia.

Realizziamo la nostra crema termoprotettiva ai tre burri:


Attrezzatura:

1 pentolino per il bagnomaria
1 beker di vetro o di plastica resistente alle alte temperature
1 Bilancina
1 Bacchetta "Magica" di legno e/o cucchiaio da cocktail
Frullatore elettrico
cartine per misurare il PH

Ingredienti:

FASE A : Grammi:  56  Idrolato di Malva
                Grammi:    4  glicerina di Malva
                Grammi:    1  Allantoina

FASE B : Grammi   15 Oleolito di Rusco
                Grammi:    2 Oleolito di Benzoino
                Grammi:    7 Percolato di Rusco
                Grammi:    4 Burro di Karitè
                Grammi:    4 Burro di Mango
                Grammi:    3 Burro di Cacao
                Grammi:    5 Olivem 1000
                Grammi:    1 Cera d'api

FASE CGrammi: 0,6 Fenossietanolo (conservante)
                PH 5.5  6


Procedimento:    

Dopo aver pesato tutti gli ingredienti si procede nel seguente modo: 

Allestimento Materie Prime

inserire a bagnomaria il beker contenente la fase A e l fase B facendo sciogliere il tutto a fiamma dolce, mescolando  con la  "Bacchetta Magica" di tanto in tanto.

Fase A e Fase B a bagnomaria
Quando il tutto si è sciolto spegnere la fiamma, togliere il contenitore dal bagnomaria e con il frullatore elettrico frullare  fino al completo raffreddamento. (per accelerare i tempi potete aiutarvi con un bagnomaria a freddo) una volta che il composto si sarà raffreddato unite la fase C e frullate ancora per alcuni minuti. Non vi resta che misurare il PH a  5 - 5.5



Questa crema grazie all'altissima concentrazione dei burri, non solo protegge dalle intemperie dell'inverno ma è utile sopratutto per proteggerci dagli sbalzi termici che noi valdostani conosciamo benissimo. Per cui è un prodotto che non può assolutamente mancare insieme al burro cacao protettivo che, se ne avrò voglia... 😂😂😂 nel prossimo articolo vi esporrò la preparazione con le dovute immagini.










martedì 13 novembre 2018

POMATA SOSTITUTO VEGETALE DEL VOLTAREN


Pomata sostituto vegetale del voltaren

Se ci fate caso in ogni famiglia non manca mai una pomata antidolorifica: magari abbiamo figli e/o mariti sportivi, soffriamo di lombosciatalgia, oppure preferiamo prevenire che curare, senza escludere il fatto che le nostre povere ossa si "deteriorano" con l'avanzare dell'età.
Per questi motivi i nostri armadietti contengono sempre almeno un tubetto di pomata da usare all'occorrenza.
Per quel che mi riguarda una non può assolutamente mancarmi è la pomata antidolorifica che preparo ormai da anni con ingredienti preziosi che le mie montagne mi regalano ogni estate.  
Arnica, Agrou (imperatoria), resina di Pino Cembro, Salice bianco, olio di bacche di alloro, Cardiospermum halicacabumConsolida maggiore e Artiglio del diavolo sono le protagoniste assolute di questo mio preparato. 
Tutte queste piante contengono: alcoli, aldeidi, chetoni, terpeni, sesquiterpeni, cumarine, polifenoli, flavonoidi, resine, alcaloidi. Insomma un immenso fitocomplesso che agisce sul dolore in modo sinergico dando non solo sollievo, ma sfiammando tutti quegli stati avanzati di contratture, contusioni, fratture, artriti, osteoartriti, tendiniti, convalescenza post operatoria e via dicendo.
Molti sono i farmacisti galenici delle mie valli che utilizzano da sempre le proprietà di questi vegetali proprio per "curare" i loro pazienti dagli acciacchi appena enunciati.
La mia pomata dona sollievo già dalle prime applicazioni dimostrando quindi l'efficacia dell'intero fitocomplesso, prova ne sia che un mio carissimo amico di famiglia che, dopo aver subito una frattura al bacino e dopo l'intervento chirurgico che lo ha obbligato a letto per lungo tempo, ha adoperato la mia pomata antidolorifica spalmata ogni giorno  amorevolmente da sua moglie, permettendogli di trascorrere serenamente la lunga convalescenza senza essere attanagliato dai continui dolori ossei. 
Potrei descrivervi tantissime altre esperienze simili, ma non voglio annoiarvi e quindi passo subito a rivelarvi ciò che i miei studi mi hanno permesso di realizzare. 

Armatevi della preziosa "bacchetta magica" perché ora vi illustrerò passo per passo il procedimento per la realizzazione della pomata vegetale che potrà essere un efficace sostituto del  Voltaren, Lasonil ecc.



Allestimento materie prime

 Come fare la POMATA SOSTITUTO VEGETALE DEL VOLTAREN


Attrezzatura:

1 pentolino per il bagnomaria
2 vasetti/beker di vetro o di plastica resistenti alle alte temperature
1 Bilancina
Sbattitore elettrico
Bacchetta "Magica" di legno e/o cucchiaio da cocktail

Ingredienti:

Fase A 

gr 13 Idrolato di Cardiospermum halicacabum
gr 13 Idrolato di Pino Mugo
gr   2 Sodio alginato

Fase B

gr 15 Oleolito di Arnica Montana in Olio di Sesamo
gr 15 Oleolito di Agrou in Olio di Senape
gr   5 Oleolito di Cardiospermum halicacabum in Olio EVO
gr   5 Olio di bacche di Alloro
gr   8 Oleolito di resina di Pino Cembro in Olio di Jojoba
gr   3 Cera d'api d'Arnica 
gr   8 Olivem 1000

Fase B1 

gr 5 Percolato di Arnica montana
gr 5 Percolato di Agrou
gr 5 Percolato di Salice bianco
gr 5 Percolato di Artiglio del diavolo
gr 5 Percolato di Consolida

Fase C

gr 2 Tintura Madre di Cardiospermum halicacabum
gr 2 Tintura Alcolica di resina di Pino Cembro
10 gocce di estratto Vergine di Arnica Montana
gr 0,6 conservante

Procedimento:

Inserire a bagnomaria i due Beker contenenti la fase acquosa e la fase grassa facendo sciogliere il tutto a fiamma dolce e mescolando con la "Bacchetta Magica" di tanto in tanto.


Bagnomaria fase A e fase B
Quando il tutto si è sciolto spegnere la fiamma, togliere i contenitori dal bagnomaria e dopo aver unito la fase A alla fase B frullare con un frullatore ad immersione;dopo alcuni minuti inserire la fase B1 e continuare a frullare fino al completo raffreddamento. (per accelerare i tempi potete aiutarvi con un bagnomaria  freddo). Una volta che il composto si sarà raffreddato unire la fase C e frullare ancora per due minuti. Non vi resta che misurare il pH con le cartine che deve essere tra il 5 e il 5.5. 

La pomata così ottenuta potrete conservarla negli appositi vasetti e all'occorrenza potrete adoperarla su tutte le parti interessate dal dolore, ma attenzione! la pelle deve essere integra e priva di ferite o tagli in quanto, non mi stancherò mai di dirlo, l'Arnica Montana contiene delle sostanze tossiche che non devono venire a contatto con tessuti epidermici lacerati!
Come vi ho detto nella premessa, già dalle prime applicazioni, la pomata si rivela un potente antidolorifico ed antinfiammatorio tanto che nel giro di un paio d'ore il vostro dolore diminuirà notevolmente.
La sua composizione grassa ne permette un uso modico.
Un altro consiglio che mi sento di darvi è quello di fasciare le zone trattate subito dopo aver spalmato la pomata, in quanto in questo modo si rende possibile il trattenimento del calore dovuto all'attività revulsiva dei vegetali in essa contenuti e che è fondamentale per sciogliere il dolore. Non avendo controindicazioni potete usarla anche per più volte al giorno sino alla scomparsa totale del dolore.
Volendo, insieme alla pomata, potete utilizzare anche il gel  che permette di velocizzare l'assorbimento dei principi attivi in essa contenuti ed oltretutto aiuta a rendere meno untuosa la pelle...  ma di questo ve ne parlerò in un altro articolo.


I miei antidolorifici
Se vi farà piacere conoscere le mie prossime pubblicazioni iscrivetevi e commentate.
E' importante per me sapere le vostre opinioni e... se ne avrò voglia😂😂😂, nel prossimo articolo vi esporrò con le dovute immagini la preparazione di una crema viso protettiva e nutriente per proteggersi dal freddo, con un leggero potere schiarente.


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Cera d'api all'Arnica montana cliccare qui
Estratto vergine di Arnica montana cliccare qui



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