lunedì 7 giugno 2021

LA PERCOLAZIONE

 


La percolazione è un metodo estrattivo che consiste nel far passare un solvente (acqua-alcol) attraverso la droga; il suo significato letterale è:

 l'attraversamento del materiale solido da parte di un liquido, goccia a goccia 

Il vegetale secco viene inserito nel percolatore, dotato alla sua estremità di un rubinetto.
Nella prima fase la droga viene solamente umettata con, solvente (che viene preparato nelle giuste gradazioni in base ai principi attivi che vogliamo estrarre), e lasciata riposare (rubinetto chiuso) per almeno 12 ore.

La scelta del solvente varia in funzione dei principi attivi da estrarre. Generalmente si usa una miscela di acqua e alcol, dove l'alcol svolge un'azione selettiva verso la maggior parte dei principi attivi dei vegetali impedendo la formazione di muffe. Utilizzare solo acqua è un procedimento che gli esperti scartano a priori perché scioglie componenti indesiderati e necessita di molto calore per l'evaporazione, favorendo così la degenerazione dei principi attivi termolabili.

Trascorso il tempo si riapre il rubinetto e si lascia fluire il percolato in un vasetto di vetro fino al completo esaurimento del solvente. Si ripete l'operazione per altre due volte (con il solvente fresco).
Il primo percolato che defluisce viene chiamato estratto di testa, in quanto ha il più alto contenuto di sostanze estratte al quale fanno seguito i due percolati parziali.

Passiamo ora alla descrizione step by step:

1° fase - preparazione delle droga e del solvente
Con l'aiuto di un mortaio o un macinino da caffé trituriamo il nostro vegetale evitando di creare particelle troppo fini che potrebbero intasare il percolatore e rendere il nostro estratto torbido con residui di fondo.
Si preparano poi tre contenitori (vasetti o bottigliette) con le soluzioni alcoliche (es. 30° 60° 90°) la cui gradazione è determinata dai principi attivi che vogliamo estrarre.

2° fase - macerazione preventiva della droga
Si inserisce la droga in un vasetto di vetro umettando con la metà del primo solvente 30° e lasciando riposare il vegetale nel vasetto ermeticamente chiuso per 24 ore. Questo primo passaggio consente al solvente estrattivo di far assorbire al vegetale il solvente e rigonfiarlo.

3° fase - caricamento 
La droga viene posta nel percolatore che, come abbiamo detto in precedenza, è munito di un rubinetto per facilitare l'uscita dell'estratto.

Sopra il rubinetto si trova una membrana bucherellata (piastra filtrante) o una reticella su cui si pone del cotone idrofilo che ha la funzione di trattenere la droga troppo fine che potrebbe intasare il rubinetto.
Al di sopra del cotone inseriamo la droga esercitando una leggera pressione sul vegetale, dopodichè la droga viene ricoperta da carta da filtro e appesantita con delle palline di vetro, per impedire la risalita del vegetale.


4 fase - macerazione
Il solvente (il rimanente 50% della soluzione a 30°) viene immesso dall'alto a rubinetto aperto, non appena il percolato inizia a gocciolare si chiude il rubinetto e si lascia macerare per 24 ore. Terminata questa operazione si apre il rubinetto e si fa gocciolare il percolato in un vasetto di vetro posto al di sotto del rubinetto. Si prosegue allo stesso modo con le altre due soluzioni (60° 90°), inserendo l'intera soluzione e lasciando macerare a rubinetto chiuso per 12 ore.
Nota: il primo percolato che defluisce (30°) ha il più alto contenuto di principi attivi e, come abbiamo detto in precedenza viene chiamato estratto di testa al quale faranno seguito i percolati parziali.

5 fase - preservazione dell'estratto
Terminato il processo di percolazione, e dopo aver raccolto il percolato (chiamato anche mestruo), si pone il vasetto (ricoperto da un filtro carta) in una fonte di calore (yogurtiera, termosifone oppure per velocizzare a bagnomaria) e si fa evaporare il fluido fino a ridurlo del 50%. Infine si pesa il percolato e gli si aggiunge il 5% - 10% del suo peso di glicerina vegetale, versiamo il percolato in bottigliette di vetro ambrate dove si conserverà per 5 anni.

Con questo metodo di estrazione possiamo arrivare a estrarre il "cuore" della pianta ottenendo un prodotto che potremo inserire nei nostri preparati cosmetici  dal 2% al 3%.


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Immagini
Foto copertina: https://erboristeriaoffanengo.it/l-erbolario-a-offanengo/
Manuale dell'erborista Autori: Ivano Morelle-Guido Flamini-Luisa Pistelli 
bibliografia/sitografia: cliccate QUI


Tutte le informazioni contenute nel seguente articolo  sono a mero scopo informativo.
Declino pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo o estetico senza previo consulto medico.



lunedì 31 maggio 2021

COLLANA "LE SCHEDE DELLE PIANTE"

Le piante alleate della bellezza - Volume 4°




 Le piante medicinali non sono lo scemo del villaggio della terapeutica; esse sono invece le guardiane più fedeli e rispettose della nostra salute e bellezza. (Pierre Lieutaghi)


Le Schede delle erbe  4° Volume

Curiosità
Raccolta
Principi Attivi
Proprietà
Parte utilizzata della droga
Estrazioni

Serenella (Lillà)              
Amamelide                     
Mirto                              
Lavanda                         
Prezzemolo                    
Vite vinifera                  
Benzoino                        
Olivello  spinoso           
Violetta                         
Equiseto                        
Papavero                        
Ginkgo biloba              
Alchemilla                     
Zucca                             
Ortica                            
Bardana                      


 Il volume è in formato PDF (stampabile) Il costo  è di € 10,00


Per eventuali domande, dubbi o chiarimenti lasciatemi un commento o contattatemi all'indirizzo    eleonora.barmasse@gmail.com


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 I suggerimenti sull'utilizzo delle piante medicinali contenuti in questo volume, non costituiscono consigli terapeutici sulle patologie di qualsiasi tipo che rimangono invece di esclusiva competenza del medico di fiducia o specialista.

domenica 23 maggio 2021

SHAMPOO SOLIDO AL MELOGRANO

Lo shampoo solido è una valida alternativa al comune shampoo che siamo abituati a utilizzare. E' molto pratico, a impatto zero verso l'ambiente e ideale per tutta la famiglia grazie alla sua formulazione delicata.

Questo shampoo produce una schiuma ricca e morbida lasciando i capelli lucidi e morbidi. 

Gli attivi contenuti in questo shampoo sono specifici per i capelli secchi, decolorati e sfibrati; inoltre nutrono e ammorbidiscono i capelli rafforzandoli. 

Ora passiamo subito alla pratica !

Ingredienti:

Fase A
gr. 16 Sodium Coco Sulfate                  
gr  35 Sodioum Cocoyl Isethionate           
gr  7   Babassuamidopropyl betaine     
gr  18 Cetilstearilico                                     
gr  14 Stearina vegetale

Fase B
gr    2 Burro Kpangnan             
gr    2 Olio di Melograno            
gr 2,5 Fitocheratina 

Fase C                 
gr    2 Glicerina di Calendula   
gr 0,5 Co2 di Melograno         
gr    1 Fragranza
Fragranza a piacere

Essendo un prodotto anidro non necessita di conservante.

Procedimento:
Dopo aver pesato tutti gli ingredienti si procede nel seguente modo: 
inserire a bagnomaria il beker contenente la fase A; 
quando il tutto si è sciolto togliere il contenitore dal bagnomaria e frullare bene unendo la Fase B e dopo alcuni minuti la Fase C.
Travasare il composto negli appositi stampi e attendere 48 ore prima di estrarre il nostro shampoo.

Utilizzo:
bagnare i capelli e il panetto di shampoo per creare la schiuma, applicarlo dalle radici alle punte e procedere al risciacquo. 

Consiglio: 
potete utilizzare un ultimo risciacquo con aceto di melograno  che contrasta la caduta dei capelli ed è un ottimo ristrutturante utile anche per le doppie punte. Rende i capelli lucidi, brillanti e setosi. 

gr 79  idrolato di Calendula
gr 20  aceto di melograno
gr   1 conservante cosgard


Per realizzare un balsamo crema adatto ai capelli trattati, secchi e sfibrati QUI


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domenica 16 maggio 2021

I PRINCIPI ATTIVI DELLE PIANTE

 

I principi attivi sono sostanze derivanti dal metabolismo dei vegetali. Queste sostanze sono utili al metabolismo degli stessi, ad evitare danni alla loro esistenza ed alla difesa contro le aggressioni da parte degli animali.
Nei vegetali le celle che immagazzinano le essenze possono trovarsi in qualsiasi parte della pianta: fiori, foglie, gemme, semi, frutti e radici.
Dopo aver classificato in famiglie le piante si è dedotto che piante simili producono gli stessi principi attivi.
Detto questo non dimentichiamoci che la fitoterapia ha radici antiche: vero è che i nostri vecchi non conoscevano i termini come chetoni, lattoni, tannini, etc… eppure la medicina di oggi deve molto alla natura e al sapere dei nostri antenati che attraverso l’osservazione del mondo animale scoprirono le proprietà delle erbe e ne fecero tesoro. Erano contadini che senza grosse pretese e nella loro semplicità e saggezza restano fonti inesauribili di tradizioni dimenticate e spesso derise.
Nella mia valle il curato Joseph Martinet nel 1800 scrisse un manuale per la “gente di montagna” che non aveva la possibilità di pagare la consulenza di un medico. Questo manoscritto “ Le Médicin di montagna” scritto nel 1825 è la testimonianza di una ricerca lontana nei tempi.
Essendo una semplice appassionata di piante officinali e rivolgendomi a persone che amano le piante e i loro derivati per utilizzarli nella cosmesi handmade (pomate, unguenti, creme etc…) nell’affrontare questo tema ho cercato di essere il più possibile chiara in modo da rendere alcuni concetti “semplici”. Per questi motivi da tempo sto cercando di approfondire e studiare la fitoterapia basandomi su testi scritti da professori autorevoli che mi hanno aiutata attraverso i loro libri, e non solo, ad affrontare questo cammino bellissimo ma molto complesso.
Prima di iniziare a effettuare una determinata estrazione (oleolito, tintura, gemmoderivato ecc) è bene prendere in considerazione i seguenti fattori:

· Proprietà del vegetale.
· Tossicità, interazioni ed effetti secondari.
· Principi attivi.
· Parte del vegetale da utilizzare (foglie, fiori, radici ecc).
. Solubilità del principio attivo (proprietà di una sostanza di sciogliersi in un'altra dando luogo a una soluzione).

Inoltre è bene precisare che i singoli principi attivi posso avere effetti ridotti o diversi rispetto alla pianta nel suo complesso. Questo avviene perché in natura i singoli principi attivi si combinano tra di loro e con altre sostanze inattive, conferendo alla pianta le proprietà terapeutiche per cui viene utilizzata. L’insieme di questi componenti chimici prende il nome di fitocomplesso.

A questo punto possiamo decidere come estrarre al meglio i principi attivi del vegetale, inoltre bisogna essere consapevoli del fatto che gli estratti che possiamo realizzare non sono titolati e non vanno assolutamente utilizzati per via orale.
“Non tutto ciò che è naturale può far bene” ma la natura ci offre piante e fiori che possiamo utilizzare per i nostri preparati di bellezza. Uniamo le tradizioni delle nostre nonne alle conoscenze dei ricercatori di oggi.

Principali principi attivi dei vegetali


OLI ESSENZIALI (ESSENZE O OLII ETERICI)
Sono uno dei più sorprendenti prodotti che la natura ci abbia mai offerto, a seconda delle piante da cui sono estratti hanno molteplici proprietà che li contraddistinguono.
Si tratta di sostanze volatili, oleose, solubili esclusivamente in alcol etilico almeno a 80° e in oli vegetali assorbibili cere e grassi.
“Sono prodotti volatili di composizione chimica complessa, presenti in più di 17.000 piante appartenenti ad un numero limitato di famiglie, nella stessa pianta l’olio essenziale può avere una composizione diversa a seconda dell’organo in cui è localizzato. Dal punto di vista quantitativo i livelli di olio essenziale sono sempre piuttosto bassi, spesso anche al di sotto del 1%.”
Costituenti degli oli essenziali:

ALCOLI
Sono i costituenti più abbondanti negli oli essenziali e negli idrolati. Gli alcoli sono battericidi, antimicrobici (ma meno forti dei fenoli) e antivirali. Sono solubili in acqua e alcol.

OSSIDI
Dagli alcoli derivano gli ossidi che hanno proprietà espettoranti e balsamiche. Sono solubili in olio, alcol e glicerina.

ALDEIDI

Determinano il profumo della pianta e hanno proprietà antibatteriche, antimicotiche, antivirali, antinfiammatorie e toniche. Hanno un caratteristico odore di limone, come ad esempio la melissa e la citronella. Sono solubili in acqua.

CHETONI
Sono simili agli aldeidi e rappresentano un rischio elevato di tossicità, per questo è quindi necessario che vengano utilizzati in dosi limitate. Hanno proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie, mucolitiche, antibatteriche, antiparassitarie, anti-edematose e rigeneranti della pelle danneggiata. Sono solubili in olio.

FENOLI
Sono simili agli alcoli e hanno proprietà antivirali, antiparassitarie, antiossidanti e antinfiammatorie. Possono essere irritanti per la pelle (al limite della dermocausticità) se vengono usati in forti dosi e per lunghi periodi. Sono solubili in acqua, alcol e glicerina.

TERPENI O TERPENOIDI
Sono presenti nella maggior parte degli oli essenziali ed aiutano le piante a sopravvivere a temperature molto elevate e alla mancanza di acqua. 
Hanno proprietà antinfiammatorie, antireumatiche, decongestionanti e mucolitiche. I terpeni sono potenzialmente irritanti per la pelle, non devono essere utilizzati in alte dosi e per periodi prolungati. 
Si distinguono in: meroterpenoidi, monoterpeni, diterpeni, triterpeni, sesquiterpeni.
Sono solubili in olio e alcol.

ESTERI
Hanno funzioni antimicotiche, calmanti, antinfiammatorie e sono ottimi decongestionanti per la pelle. Sono solubili in olio e alcol.

LATTONI E CUMARINE
I lattoni hanno proprietà antinfiammatorie, mucolitiche e espettoranti. Tuttavia l’utilizzo di oli essenziali che hanno un’alta percentuale di lattoni può procurare serie dermatiti. Le cumarine derivano dai lattoni e sono anticonvulsive, calmanti e sedative. Possono causare fotosensibilità e non devono essere utilizzate prima di esporsi al sole. Solubili in olio, acqua e alcol.

ETERI
Hanno proprietà antisettiche, espettoranti e possiamo trovarli degli oli essenziali di cannella, anice, prezzemolo e dragoncello, sono solubili in olio e in acqua.

Altri principi attivi


ETEROSIDI O GLUCOSIDI
Sono formati dall'unione di una parte zuccherina con una parte non zuccherina, definita aglione, che ha una struttura molto variabile e le cui caratteristiche delineano la classificazione di queste sostanze e l'azione farmacologica. I più importanti glucosidi componenti delle piante officinali sono:
  • glucosidi salicilici sostanze che hanno senza dubbio fatto la storia della chimica moderna che, non lo si dimentichi mai, è partita dalle piante. Presenti nella corteccia del Salice bianco, Spirea ulmaria e Betulla, hanno un'azione antinfiammatoria, febbrifuga e antireumatica. Un altro derivato salicilico è il salicilato di metile ancora oggi molto usato nelle pomate e linimenti antidolorifici.
  • glucosidi idrochinonici sostanze molto amare fortemente diuretiche e disinfettanti urinarie presenti specialmente nelle Ericacee (Erica, Mirtillo rosso, Uva ursina).
  • glucosidi cianogenici  liberano acido cianidrico ben noto per essere uno dei veleni più potenti conosciuti, lo troviamo soprattutto nelle mandorle amare ma anche in misura minore nel nocciolo della pesca, albicocca. Possono provocare l'arresto cardiaco e respiratorio.
  • glucosidi antrachinonici hanno proprietà lassative, li troviamo nella cuticola esterna dell' Aloe, nella radice del Rabarbaro, nelle foglie di Cassia.
  • glucosidi saponinici Il nome deriva dal fatto che queste sostanze a contatto con l’acqua hanno un lieve potere detergente. Alcuni hanno un effetto antinfiammatorio ad esempio: la radice della liquirizia, i semi dell'ippocastano, il rizoma del rusco, le foglie della centella e i semi del Fieno greco; altri hanno un effetto espettorante ad esempio: le foglie dell' Edera helix e nelle foglie e nelle radici della primula vera. Sono solubili in alcol olio e acqua.

  • glucosidi cumarinici sono sostanze molto diffuse nelle piante e ad oggi sono note circa 700 sostanze cumariniche. Hanno proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, sedative, calmanti e venotoniche. Le cumarine non sono adatte alle pelli sensibili e delicate e sono allergizzanti. Un importante composto cumarinico è il bergaptene contenuto nell’olio essenziale di bergamotto, è una delle tante furocumarine che hanno proprietà fotosensibilizzanti e possono causare danni pericolosi alla cute. Sono solubili in alcol e acqua.

TANNINI
Sono presenti in grandi quantità nei vegetali ma la concentrazione maggiore è nei legni, nei frutti immaturi e nelle radici.
Si distinguono in: tannini gallici, tannini ellagici, tannini condensati.
Hanno proprietà astringenti, sedative e calmanti. Nei prodotti cosmetici trovano impiego in lozioni antiforfora e antiseborroiche. Sono utili nella cura delle emorroidi, ferite e gonfiori. Le droghe vegetali più utilizzate come fonte di principio attivo tannico sono l’amamelide, soprattutto nelle foglie che contengono circa l’8%. Alte percentuali di tannini le troviamo nell’ippocastano e le galle di noce. Sono solubili in alcol e olio.

MUCILLAGINI E GOMME
Sono polisaccaridi complessi la cui distinzione non è facile, viene svolta in base al loro comportamento in acqua.
Le mucillagini, a differenza delle gomme, non si sciolgono ma si rigonfiano dando luogo a masse viscose. Tra i vegetali mucillaginosi troviamo i semi di lino, psillio, malva e sono distribuite nei petali, nelle foglie, semi e radici. Nonostante la loro struttura particolare alcune mucillagini sono collegate alle alghe, acido alginico, carragenine sono le sostanze più note in campo cosmetico.
Hanno proprietà lenitive idratanti e emollienti. Le mucillagini sono ricche di sali minerali, vitamine e oligoelementi. Sono solubili in acqua.

Le gomme si originano nelle piante per danneggiamento naturale delle corteccia, in seguito agli attacchi dei parassiti, tagli e ferite provocate dall'uomo o dalle piante, generalmente formano un gel.
  • La gomma di acacia si ricava dalla corteccia dei rami del tronco di diverse specie di acacie è solubile in due volte il suo peso in acqua, in campo cosmetico viene spesso utilizzata come stabilizzante nelle emulsioni in o/a.

  • La gomma guar si ricava da una pianta delle famiglie delle leguminose ed è originaria del Pakistan, India e America centrale. È ampliamente utilizzata in cosmetica e nell’industria farmaceutica.
  • La gomma di carruba si ricava dai semi della Ceratonia siliqua, un albero sempreverde originario delle zone mediterranee, è solubile in acqua fredda più solubile in acqua calda.

CAROTENOIDI
I carotenoidi, in particolare il beta-carotene, vantano un imponente potere antiossidante ed hanno una struttura chimico fisica molto complessa che riconduce alla vitamina A. In ambito cosmetico vengono utilizzati per ridurre l’entità dell’eritema cutaneo. I carotenoidi, se utilizzati nel modo corretto colorano la cute sulla quale vengono spalmati, ma non proteggono dai raggi UV, pertanto entrano nella composizione dei preparati abbronzanti. I carotenoidi sono presenti oltre che nella frutta e nella verdura anche in alcune droghe vegetali ad esempio nel peperoncino e nello zafferano. Sono solubili in olio e alcol.

RESINE e suoi derivati
Vengono utilizzate nei prodotti di bellezza ad esempio nei profumi e nei saponi. Alcune resine vengono impiegate nel settore farmaceutico per le proprietà analgesiche, balsamiche e cicatrizzanti. Tra i loro derivati troviamo l’oleoresina e le gommoresine. Le più utilizzate sono: mirra, benzoino, incenso e tra le oleoresine troviamo il balsamo del perù e del tolù. Le resine delle conifere hanno una forte azione balsamica e antidolorifica. L’efficacia di queste preparazioni contenenti questi principi attivi è dovuta alla velocità di assorbimento della trementina (circa 20 minuti). Si deve sempre tenere in considerazione che la resina e i suoi derivati possono essere irritanti. Sono solubili in alcol e olio.

LIGNANI
Sono presenti nei tessuti legnosi delle piante e possiedono proprietà antibatteriche e antifungine. Negli ultimi decenni queste sostanze sono di enorme interesse da parte dell’industria farmaceutica. La maggior parte dei lignani si trova nell’olio di semi, in particolare di lino. Sono solubili in alcol e olio.

FLAVONOIDI
Nella semplificazione più semplice quando si parla di queste sostanze ci si riferisce ai flavonoidi perchè colorano i fiori ma talora anche cortecce e radici. Sono sostanze naturali largamente diffuse nel mondo vegetale. I flavonoidi o biflavonoidi conferiscono il colore ai fiori e ai frutti proteggendo i vegetali dai raggi ultravioletti. In tempi passati venivano utilizzati nell’industria tintoria. A livello topico svolgono un’azione antinfiammatoria, protettiva e rinforzante. Sono solubili in acqua, alcol e olio.

Si distinguono in: 

  • Flavonoli: sono i pigmenti gialli. La quercitina è il più importante presente nelle parti colorate di molti vegetali: ha proprietà vasotoniche, antiallergiche, antiossidanti e antiallergiche. Contrasta l’invecchiamento della pelle ed è molto utile per la fragilità capillare. La quercitina è isolabile da numerose specie di vegetali tra cui: iperico, tè verde, calendula, camomilla etc… È solubile in olio e alcol. 
    Altri Flavonoli importanti sono la rutina, fisetina e l'isoquercitrina.
  • Flavanoni: esperidina, il colorante delle arance.
  • Flavoni: apigenina della camomilla, apiina nel prezzemolo e sedano.
  • Isoflavoni: della Soja e del Trofoglio rosso.
  • Antocianine: sono le sostanze che colorano, non solo il  fiore e il frutto, ma anche i germogli e le radici. Hanno proprietà anti-edematose e sono molto utilizzate per la fragilità capillare. Attualmente si pone in primo piano la loro azione antiossidante nei confronti dei radicali liberi. Tra i vegetali che contengono quantità significative di antocianine troviamo il mirtillo nero (frutti e foglie) e la vite (foglie e acini).

SOSTANZE AMARE
Sono principi attivi che le piante elaborano per non essere brucate ma che a noi servono per facilitare la digestione. Questa prerogativa viene sfruttata dall'industria per aromatizzare alcune bevande e prodotti aperitivi e digestivi. In campo medicinale vengono utilizzate in genere sotto forma di estratti alcolici. Nelle genzianacee gli amari sono dei lattoni insaturi ed instabili; nelle composite, come nelle artemisie, sono dei lattoni sesquiterpenici. Nel luppolo vi sono diverse sostanze di natura chetonica. Le sostanze amare possono essere terapeutiche ma anche tossiche.

ALCALOIDI
Hanno una ristretta distribuzione nel mondo vegetale: ne sono sprovvisti alghe, muschi e sono poco presenti nelle conifere e nelle Felci. Hanno proprietà toniche, calmanti, analgesiche e antibatteriche. Negli ultimi 200 anni sono stati isolati oltre duemila alcaloidi, tra gli alcaloidi più conosciuti troviamo:

ALCALOIDI FENILALCHILAMINICI

  • Capsaicina, una sostanza pungente che ritroviamo nei frutti di numerose specie e varietà tra cui Paprika e peperoncino. La capsaicina è il più potente dei componenti naturali ad effetto doloroso, pungente e sensibilizzante. L'uso analgesico di questa sostanza è noto da anni ed i preparati che la contengono, estratti o tinture di capsico. Sono usati ad uso topico per combattere dolori come lombaggini e nevralgie. 

  • Catione, una sostanza che ha una struttura e un'attività farmacologica simile alle anfetamine.
  • Efedrina, può essere utile sotto forma di infuso per l'asma bronchiale e di natura allergica da sola o in associazione con altre droghe.
  • Mescalina, uno dei più importanti alcaloidi psichedelici.

ALCALOIDI CHINOLINICI
Di questi alcaloidi tra i più importanti dal punto di vista terapeutico sono la chinina e la cinconidina. Sono estratti da diverse piante ed il contenuto di questi alcaloidi è molto variabile, in rapporto alla specie alle condizioni ambientali e al metodo di raccolta della corteccia di alcuni alberi che appartengono alla specie Cinchona. Tra le preparazioni officinali di China ricordiamo la tintura e il decotto che viene anche usata come antisettico disinfettante per applicazioni locali.

ALCALOIDI ISOCHINOLINICI
Si trovano in molte famiglie di piante non correlate tra loro, tra queste i morfiani, rappresentati dagli alcaloidi dell'oppio (morfina e codeina) che sono le sostanze più utilizzate clinicamente. (Idraste, Boldo, Colchico, Curaro, Ipecacuana, Oppio).

ALCALOIDI PURINICI
Tra le piante contenenti questi alcaloidi troviamo: caffè, tè, guaranà, cola e cacao.



Un particolare ringraziamento al Dott. Piergiorgio Chiereghin per i confronti costruttivi, gli approfondimenti, gli stimoli, gli spunti forniti per la realizzazione di questo articolo.


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Nella stesura di questo articolo ho seguito:
"Farmacia Verde" manuale di fitoterapia Autore: Dott. Piergiorgio Chiereghin
"Fitoterapia per il farmacista" Autore: Dott. Piergiorgio Chiereghin
"Farmacognosia" Autore: Francesco Capasso 

Immagini
https://www.nonsoloambiente.it/ambiente/aumenta-la-fotosintesi-un-bene-un-male
bibliografia/sitografia: QUI


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sabato 15 maggio 2021

BALSAMO CREMA MONOI


I capelli secchi e sfibrati sono un problema comune a noi donne che usiamo tinte, piastre, prodotti a volte troppo aggressivi e soprattutto il phon che usato con molta frequenza porta alla disidratazione del capello. 
Questo balsamo crema rinforza, ripara e ammorbidisce i capelli senza appesantirli, donando loro forza e brillantezza.

Per questa formulazione ho utilizzato:

olio di Monoi tiarè 
protegge i nostri capelli dai danni provocati dal phon, tinte, decolorazioni, sole e prodotti a volte troppo aggressivi. 
Mantiene il capello lucido e idratato grazie all'acido laurico contenuto nell'olio di cocco ed inoltre favorisce la riparazione delle fibre che compongono i nostri capelli. Ha un'azione lenitiva e attenua irritazioni e prurito del cuoio capelluto. 

olio di Macadamia 
protegge i capelli e aiuta a mantenere inalterata la colorazione più a lungo, inoltre ha proprietà ristrutturanti e sebo-riequilibranti.

estratti di Malva
grazie alle mucillagini della pianta dona brillantezza, volume e luminosità ai nostri capelli.

cheratina combatte la disidratazione donando un tocco morbido e setoso ai capelli danneggiati.

acido ialuronico trattiene l'acqua nella fibra capillare idratando e rendendo le lunghezze del capello elastiche e flessibili.

estratto di orchidea grazie alle sue proprietà addolcenti dona morbidezza al capello riparando le doppie punte e rinforzandolo in profondità.

burro di sal  nutriente ed emolliente, dona vitalità e lucentezza ai capelli secchi.

proteine della seta hanno un effetto condizionante, districante e donano morbidezza e lucentezza ai capelli.


Realizziamo il nostro balsamo crema:

 Ingredienti:

FASE A   

gr. 64  idrolato di Malva
gr.   1  glicerina di Malva
gr.0,5  inulina

FASE B   
gr.   5  olio Monoi 
gr.3,5  olio Macadamia 
gr.   2  beurre végétal de Sal BIO (AZ)
gr.   8  condizionante "emulsifiant conditionneur vègètal (AZ)" 

FASE C

gr.  3 Keratin' protect  (AZ)
gr.  2 glicerina di orchidea 
gr.  4 acido ialuronico 
gr.  3 proteine della seta
gr.  2 MG mandorlo 
gr.  1 cosgard
gr.  1 fragranza Monoi 
pH  4 - 4,5

Attrezzatura:
2 beker di vetro o di plastica resistenti al calore
1 Bilancina
1 Minipimer / frullatore elettrico
1 Bacchetta "Magica" di legno e/o cucchiaio da cocktail

Dopo aver pesato tutti gli ingredienti si procede nel seguente modo:
Inserire nel primo Beker la fase B facendola sciogliere a fiamma dolce a bagno maria, mescolando con la  " Bacchetta Magica" di tanto in tanto.
Quando il tutto si è sciolto mettere a bagno maria anche il secondo beker contenente la fase A lasciando i due contenitori a bagnomaria per circa altri 3/4 minuti.
Togliere i contenitori dal bagno maria e unire la fase acquosa a quella grassa (fase A in B) frullando con uno sbattitore elettrico/minipimer fino al completo raffreddamento.
(per accelerare i tempi potete aiutarvi con un bagno maria freddo). 
Raffreddato il composto inserire la Fase C e frullare per ulteriori due minuti.
Misurare il pH (4 - 4,5)  e inserite la crema nell'apposito contenitore.

 Applicare sui capelli lavati e tamponati distribuendo il prodotto su tutta la chioma e lasciando agire il prodotto  per 5-10 minuti.
 Sciacquare con cura. 

 


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lunedì 3 maggio 2021

MACERATI GLICERICI O GEMMODERIVATI

 


I macerati glicerinati (MG) o “gemmoderivati”, sono preparazioni ottenute da  da tessuti vegetali freschi allo stato embrionale (giovani gemme, getti, radici, radichette, linfa e semi) raccolti nel loro tempo balsamico, generalmente verso la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, al momento in cui è massima la concentrazione dei principi attivi.

Fu un medico omeopata belga, Pol Henry nato e vissuto nel XIX secolo (1818-1888), il primo a pensare all’impiego terapeutico dei tessuti freschi allo stato embrionale. Le prime gemme che studiò furono quelle della Betula pubescens e individuò in acqua, alcol e glicerina i solventi adatti a estrarre i principi attivi presenti nei tessuti embrionali.
La gemmoterapia come abbiamo già detto utilizza i tessuti meristematici, ovvero giovani radici, giovani getti (che sono le gemme appena schiuse), ma soprattutto le gemme che vengono considerate una fonte di "cellule": sono difatti costituite dal tessuto merismatico che costruisce migliaia di cellule vegetali indispensabili allo sviluppo della pianta.
Il gemmoderivato può essere considerato un "concentrato di energia vitale". Fra i primi gemmoderivati studiati in cosmesi vanno menzionati il Lillà, l'Ippocastano e la Rosa canina i quali trovano una sicura applicazione in quanto favoriscono il mantenimento di "un'ideale omeostasi cutanea" (Proserpio).
Attraverso questo metodo di estrazione possiamo ottenere un composto ricco di cellule staminali.



PREPARAZIONE DI UN MACERATO GLICERICO di base o macerato-madre

1° step
triturare le gemme.


2° step
macerare le gemme per alcuni giorni in un contenitore coperte di alcol
(Esempio: 100 gr di gemme e 100 gr di alcol).

3° step
aggiungere acqua e glicerina in egual misura (1:1) proseguire con una macerazione di alcune settimane
(Esempio: 100 gr di acqua demineralizzata e 100 gr di glicerina vegetale).

4° step
filtrare il macerato e conservare in bottigliette ambrate e chiuse ermeticamente. La presenza della glicerina vegetale ci consente di conservare il nostro gemmoderivato per 5 anni.

 
Possiamo utilizzare i gemmoderivati nelle nostre creme al 1%-5% .


 
Nota bene
Il macerato glicerico può essere eventualmente diluito seguendo la proporzione di 1:9 diluendo una parte di macerato glicerico con 9 parti di soluzione contenente:
  • 50 parti di glicerina
  • 37 parti di alcol
  • 13 parti di acqua distillata o idrolato 
 
"La Farmacopea, invece, prepara la macerazione utilizzando solo alcol e glicerina, eliminando pertanto l'acqua alla quale il medico belga attribuiva invece un ruolo molto importante nell'estrazione dei principi attivi".

 
 
PREPARAZIONE DI UN MACERATO GLICERICO (senza alcol) 

Possiamo preparare un macerato glicerico utilizzando come solvente acqua e glicerina. E' importante tenere conto che questa procedura possiamo utilizzarla per tutte quelle droghe che contendono principi attivi solubili in acqua e glicerina come, per esempio, Mucillagini, Flavonoidi e Saponine.

Occorrente
  • gr 40  di droga fresca o secca
  • gr 100 di acqua distillata o idrolato
  • gr 100 di glicerina vegetale
  • conservante q.b.
Procedimento

In un barattolo di vetro inserite il vegetale precedentemente sminuzzato, aggiungere acqua e glicerina e lasciare macerare per 21 giorni al buio. 
Filtrare con carta da filtro per due volte, aggiungere il conservante e travasare il macerato in bottiglie ambrate.

Possiamo utilizzare questo preparato nelle nostre creme dal 1% al 8%.



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Nel prossimo articolo vi parlerò di... Seguitemi e lo scoprirete!!!

Bibliografia: 
Enrica Campanini Manuale pratico di gemmoterapia
Ivano Morelli - Guido Flamini - Luigi Pistelli Manuale dell'erborista
Immagini
https://pixnio.com/it/
bibliografia/sitografia: QUI

sabato 27 marzo 2021

TINTURE MADRI

 


La tintura Madre è una preparazione liquida ottenuta attraverso un'estrazione idro-alcolica.

 Il solvente più utilizzato nelle tinture è una soluzione acqua + alcool con una gradazione variabile in funzione della solubilità degli attivi da estrarre che si determina utilizzando una tabella che riporta i parametri di diluizione.

 Regole che guidano la raccolta delle parti vegetali della pianta:

Le foglie si raccolgono a completo sviluppo

Le radici e i rizomi durante la fase di riposo

Le cortecce e i legni a completo sviluppo

I fiori prima della completa fioritura

I semi a maturità piena

 

 tintura madre quando si utilizza la pianta fresca

 (50 gr di pianta fresca e 100 gr di solvente) 


tintura classica quando si utilizza la pianta secca

(20 gr di pianta secca e 100 gr di solvente)

 

estratto alcolico radici essiccate e pianta fresca

(alcool puro a 96°)

 

Per il solvente si utilizza alcol alimentare 95° / 96° e acqua distillata

Tempo di macerazione: 21 giorni per le tinture classiche, dai 7 ai 10 giorni per le tinture madri (in contenitori di vetro agitando il barattolo ogni due giorni).

Conservazione: fino a 5 anni in flaconi di vetro ambrato tenuti in un luogo asciutto e buio. 

Le Tinture madri e classiche possono essere preparate con un grado alcolico variabile tra i 25° e i 70°, in base ai principi attivi che vogliamo estrarre dal vegetale.

   

Resine 

80° - 90°

Alcaloidi

70° - 80°

Saponine

60° - 70°

Cumarine

50° - 60°

Glicosidi e Polifenoli

45° - 50°

Tannini

30°– 40°

Flavonoidi

25° - 30°


Proprietà delle resine

antiparassitarie, antireumatiche, anticatarrali, antinfiammatorie, espettorante,

antisettiche, antispasmodiche, sedative, fluidificanti, rivitalizzanti, tonico astringenti,

antiossidanti e cicatrizzanti.

 

Proprietà degli alcaloidi

Sedative, antifungine, analgesiche e toniche.

 

Proprietà delle saponine

Antinfiammatorie, detergenti, espettoranti, antibiotiche

 

Proprietà delle cumarine

Venotoniche, antibatteriche, antivirali, calmanti, antiossidanti, antinfiammatorie e

flebotoniche

 

Proprietà dei glicosidi e polifenoli

Tonificanti, analgesiche, astringenti, anti-ossidanti, anti-allergiche, anti-edematose.

 

Proprietà dei tannini

Sedative, purificanti, astringenti, anti-infiammatorie, anti-emorroidali, anti-acneiche

 e anti-forfora.

 

Proprietà dei flavonoidi

Antiossidanti che ci proteggono dai raggi UV, antibatteriche, antinfiammatorie

 

Esempi di tinture Madri


Papavero rosso

 

Pianta intera fresca

45°

Achillea Millefolium

Fiori freschi

65° 


Amamelide

Foglia e corteccia dello stelo freschi

55°


Anice stellato

Frutto essiccato

65°

 

Arancio

Scorza essiccata

65°

 

Arancio

Frutto fresco (esperidio)

45°

 

Arnica

Fiori freschi

70°

 

Arnica

Rizoma

90°

 

Elicriso

Fiori freschi

65°

 

Timo

Parte aerea fresca

65°

 

Calendula

Fiori freschi

55°

 

Passiflora

Parte aerea fresca

65°

 


 Fonti : (Fonti: Enrica Campanini  “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali” )

 Bibliografia:  QUI

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E’ indispensabile rivolgersi al proprio medico, erborista o esperto fitoterapista prima di utilizzarle.


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Fonti: Bibliografia

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